In aumento i casi di febbre dengue in Italia

venerdì 22 settembre 2023
In aumento i casi di febbre dengue in Italia

In un nostro articolo di alcune settimane fa ci siamo occupati di una preoccupante epidemia di febbre dengue sviluppatasi in Argentina nel corso del 2023, con dei numeri che tra casi conclamati e vittime hanno suscitato un certo allarmismo da parte dell’OMS. La questione purtroppo è arrivata come si temeva a coinvolgere anche l’Italia, con un sensibile aumento di casi di febbre dengue nel nostro paese: gli ultimi e più recenti bollettini diffusi dall’Istituto Superiore di Sanità parlano addirittura di 165 casi accertati e distribuiti principalmente tra Lombardia e Lazio. Non è in alcun modo possibile sottovalutare la situazione ed anzi i medici di famiglia devono essere anche molto solleciti nel segnalare alle autorità competenti le situazioni che coinvolgono quadri febbrili atipici e non riconducibili al Covid. Tutto è tra l'altro partito con un primo caso autoctono di febbre dengue, un contagio non causato dall'importazione del virus da parte di un viaggiatore. La febbre dengue si diffonde attraverso le punture delle zanzare tigre ma ci sono ancora delle incertezze da parte degli stessi medici nostrani, in parte impreparati ad affrontare e riconoscere sin da subito una malattia definita anche febbre spaccaossa per i fortissimi dolori articolari che causa. Tra i punti a nostro favore c’è la modalità di trasmissione che non avviene in nessun caso da uomo a uomo come accade con il Covid ma che ha sempre bisogno del vettore “indiretto” rappresentato dalla zanzara: ma allora come è arrivata qui in Italia la dengue?

Diffusione della febbre dengue

Non ci sono dubbi di sorta dal punto di vista clinico e scientifico: la dengue ha raggiunto l’Italia perché un turista ignaro l’ha contratta in un paese tropicale dopo essere stato punto da una zanzara infetta, ed al rientro in patria ha fatto da “autobus” e serbatoio per il virus. È stato successivamente punto da una zanzara tigre, e quest’ultima ha poi infettato un altro umano durante il pasto seguente. Abbiamo anche la fortuna di non dare ospitalità in Italia alla zanzara Aedes aegypti, quella più efficiente nel trasportare il virus della dengue da un uomo all’altro, tuttavia la sola Aedes albopictus si è comunque rivelata all’altezza del compito generando dei diffusi focolai.

Combattere e prevenire la dengue

Riconoscere prima possibile i casi di dengue (una infezione virale per la quale non esiste purtroppo ancora un vaccino) è il primo passo del programma di prevenzione; una strana febbre alta accompagnata in alcuni casi da dei rash cutanei, nausea, mal di testa e soprattutto forti dolori muscolari ed articolari sono i primi segnali di allarme, e tali soggetti devono essere il più possibile protetti ed isolati in ambienti provvisti di zanzariere e distanti da luoghi dove le zanzare sono solite proliferare. Certo servirebbe anche una seria strategia di lotta alle zanzare con interventi di disinfestazione sia a livello comunale che a livello individuale volte ad abbattere il numero di esemplari adulti in circolazione.

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