Febbre dengue, primo caso autoctono del 2023 in Italia

mercoledì 30 agosto 2023
Febbre dengue, primo caso autoctono del 2023 in Italia

Quanto stiamo per raccontare temevamo potesse accadere, anche a causa delle variazioni climatiche e dei particolari eventi catastrofici con inondazioni e smottamenti idrogeologici che hanno interessato alcune zone d’Italia squassandone il territorio in queste settimane estive. Accanto all’epidemia di febbre dengue che si è verificata in Argentina, anche l’Italia ne è stata vittima con un primo caso autoctono riscontrato e diagnosticato in provincia di Lodi, a Castiglione d’Adda. A destare preoccupazione c’è proprio la modalità di contagio in quanto non si tratta di un viaggiatore che per svago o lavoro ha soggiornato in paesi dove la malattia si è al momento diffusa e poi è rientrato da inconsapevole contagiato, dopo essere stato punto, facendo da bacino del virus per le nostre zanzare; l’ultima volta che è stata rilevata la presenza spontanea del virus dengue in Italia risaliva addirittura al 2020.
Il soggetto coinvolto è stato ricoverato con tutti i dovuti accorgimenti presso l’ospedale di Crema: fortunatamente non esiste trasmissione da uomo a uomo, ma bisogna assolutamente evitare che questo paziente, che sta già meglio, venga punto da altre zanzare.

Prevenzione, accorgimenti e sintomatologia

Le autorità locali competenti hanno già diramato tutti gli opportuni comunicati volti alla prevenzione e un’ordinanza comunale nella quale sono elencati i comportamenti che chi legge il nostro blog già ben conosce: evitare situazioni e la creazione di contesti in cui l’acqua possa ristagnare, tagliare per quanto possibile le erbacce nei centri abitati e curare i prati, mantenere ermeticamente chiusi i serbatoi che non possono essere svuotati. Sappiamo già che in Italia è in corso anche una consistente diffusione fatta di alcuni focolai sparsi di febbre del Nilo Occidentale, per cui sotto un doppio attacco non è ammissibile compiere distrazioni.
La dengue è una patologia con decorso che in alcuni casi più seri causa febbre molto alta, mal di testa e dolori articolari intensi. Il peggio, con un decorso fatale, ha delle percentuali basse ma che devono comunque essere monitorate sotto stretta osservazione perché la dengue può tramutarsi in soggetti più deboli o predisposti in una febbre emorragica.

Contenere e limitare il proliferare delle zanzare

Sin dall’inizio degli studi progettuali che ci hanno condotti a mettere a punto UNFO-33, la versione attualmente di serie del nostro dispositivo e sistema antizanzare da giardino ma soprattutto ideato per tutelare i contesti urbani come sistema anti zanzare per i tombini e le caditoie stradali il nostro obiettivo è stato quello di abbattere in maniera concreta e visibile l’indiscriminato proliferare delle zanzare nelle nostre città.
La rete fognaria degli scenari cittadini è un immenso bacino di riproduzione a cielo aperto per questi insetti, separato dalla superficie solo dalle grate necessarie al deflusso dell’acqua piovana, tuttavia in assenza di quest’ultima non c’è motivo per mantenere aperta la comunicazione con il sottosuolo. La nostra intuizione è partita proprio da questo criterio, e il dispositivo UNFO-PLS combatte in tal senso la presenza di zanzare e di altre specie infestanti nel nostro habitat urbano opponendo una barriera meccanica che impedisce loro la risalita; tale barriera è anche ecologica perché è realizzata in materiale riciclato e riciclabile ed elimina la necessità di intervenire con pesticidi nella rete fognaria immettendo sostanze chimiche aggressive nell’ecosistema.

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