Cos’è la febbre gialla e come riconoscerla

mercoledì 1 marzo 2023
Cos’è la febbre gialla e come riconoscerla

Il nostro non è un sito a carattere scientifico o medico, tuttavia per sensibilizzare i nostri visitatori e la comunità in genere sul tema della pericolosità delle zanzare dobbiamo necessariamente approfondire alcuni argomenti.Abbiamo l’obiettivo, con la nostra proposta di un sistema antizanzare efficace, di limitare la diffusione e la proliferazione di questi insetti che sono dei naturali vettori biologici di diverse malattie anche gravi, come il virus zika del quale abbiamo già parlato. C’è un altro virus che appartiene alla stessa famiglia, quello responsabile della febbre gialla: sebbene in Italia desti meno preoccupazione rispetto al virus zika a causa dell’assenza del suo vettore, ossia la zanzara di tipo Aedes aegypti, non è in ogni caso consigliabile sottovalutare questo virus perché la possibilità di ammalarsi è concreta come conseguenza di viaggi in zone del pianeta nei quali esso è endemico.

Riconoscere la febbre gialla

Il virus che causa la febbre gialla appartiene al genere flavivirus, con prevalente o quasi esclusiva trasmissione tramite la puntura della zanzara prima descritta. La malattia si manifesta con un violento esordio: febbre alta, dolori muscolari, nausea; segue una fase remissiva che se non vede più la comparsa di ulteriori sintomi indica che la persona è guarita, tuttavia circa un caso su quattro vede dopo alcuni giorni un netto peggioramento della sintomatologia. A quel punto l’infetto entra in fase di intossicazione con un decorso moderato-severo che purtroppo nei casi gravi ha una percentuale del 20% di decessi. Il nome di febbre gialla si deve alla comparsa di ittero, una colorazione giallastra della pelle e della sclera degli occhi, a causa dei danni che il virus compie a livello epatico.

Prevenzione della febbre gialla

Prevenire la febbre gialla si rende necessario per chiunque debba recarsi nei paesi maggiormente a rischio. Ci sono tutte le tipiche misure di protezione personale da mettere in atto quali l’uso di lozioni repellenti, l’uso di abbigliamento che copra il più possibile e sia di colore chiaro e la protezione degli ambienti in cui si soggiorna e si dorme con apposite zanzariere. C’è però anche una specifica profilassi preventiva dal momento che esiste un vaccino sicuro e che in soli 10 giorni garantisce all’individuo una immunità definitiva. Chi deve viaggiare è bene che lo prenda in seria considerazione, mentre nei paesi coinvolti l’OMS predispone specifiche e mirate campagne vaccinali.

Diffusione della febbre gialla

A questo punto i più curiosi si staranno domandando dove è più diffusa la febbre gialla, una malattia originaria dell’Africa ma che nel corso dei secoli ha raggiunto le Americhe attraverso la deportazione di schiavi ed è oggi presente soprattutto nelle zone rurali e in tutta l’Africa equatoriale e nell’America del Sud, da Panama all’Argentina fino al Brasile dove nello scorso decennio si è verificata una severa epidemia. Desta preoccupazione la capacità del virus di trasmettersi anche ad elevate altitudini, come testimonia la sua diffusione anche in Perù; l’OMS stima che a livello globale ogni anno le epidemie di febbre gialla arrivino a 200mila casi.

La trasmissione della febbre gialla

Ci sono diversi cicli di trasmissione della febbre gialla, perché basta che la zanzara punga un soggetto infetto per diventare a sua volta contagiosa e trasmettere il virus alla successiva vittima del suo pasto.

  • Nel ciclo silvestre, come nelle foreste tropicali, le zanzare infette trasmettono la malattia alle scimmie che fanno da serbatoio del virus che a quel punto salta facilmente si specie verso gli esseri umani che si addentrano nella foresta e vengono a loro volta punti.
  • Nel ciclo intermedio, tipico dell’Africa in prossimità delle savane, la trasmissione avviene sia tramite le scimmie che tramite gli umani dei villaggi circostanti
  • Nel ciclo urbano invece sono i viaggiatori infettati nelle zone a rischio a portare con loro il virus in aree densamente popolate e a diffonderlo se in queste è presente la zanzara Aedes.

Esiste un rischio febbre gialla in Italia?

Sebbene in Italia la zanzara Aedes aegypti non sia presente, non ci sentiamo nella posizione di escludere a priori una sua diffusione in un futuro. Del resto, come ha ben dimostrato a partire dal 2020 la pandemia da coronavirus, la natura sa sorprenderci a nostre spese, ed è noto che tra il 1600 e il 1800 questa zanzara si è comunque affacciata in Europa. Dovrebbe fare scuola l’esempio dell’altra zanzara di tipo Aedes, la Aedes albopictus o zanzara tigre, che non abbiamo conosciuto sino all’inizio degli anni ’90 dello scorso secolo quando ha raggiunto l’Italia attraverso le larve deposte nell’acqua stagnante negli pneumatici per auto importati dall’estero. Resta quindi sempre valido il nostro suggerimento di non sottovalutare mai le zanzare considerandole solo fastidiose e irritanti, perché va raggiunta la consapevolezza circa la loro pericolosità e la necessità di limitare al massimo la loro proliferazione.

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