Nuove zanzare invasive in Italia, come difendersi

venerdì 15 settembre 2023
Nuove zanzare invasive in Italia, come difendersi

L’Istituto Superiore di Sanità ISS ha tra i suoi compiti quello di vigilare sulla diffusione e l’espansione di nuove malattie, incluse tra queste le arbovirosi, ossia quelle trasmesse all’uomo da morsi o punture di insetti. Tra i suoi compiti c’è però anche vigilare sulle cause che conducono a questi risultati, con l’obiettivo di diffondere una maggiore consapevolezza tra la popolazione.
I controlli incrociati effettuati con i dati trasmessi dall’ECDC (Centro Europeo per la Prevenzione ed il Controllo delle Malattie) hanno evidenziato che tra le principali cause di una maggiore invasività delle zanzare anche in Italia c’è senza dubbio la tendenza in tutta Europa ad un aumento delle temperature. Ondate di calore frequenti, alluvioni e le estati che di anno in anno sono più calde ed allargano la loro finestra costituiscono fattori che rendono le condizioni ambientali più favorevoli sia per la zanzara tigre (Aedes albopictus) che per la Culex pipiens, di certo tra le più diffuse nel nostro paese. Tutte sono già per loro natura molto invasive, e di conseguenza una loro presenza ancora più massiva comporta l’aumento dei rischi di trasmissione di diverse malattie, dengue e febbre del Nilo Occidentale in prevalenza. C’è anche un altro aspetto che però desta preoccupazione, come ben chiarito proprio dall’ISS che descrive “nuove” specie di zanzare riscontrate in Italia.

Nuove zanzare e nuovi rischi per la salute

Soltanto a partire dagli anni ’90 dello scorso secolo noi italiani abbiamo fatto la sgradevole conoscenza della zanzara tigre, insetto atipico per la sua specie a causa della sua più alta aggressività e della sua attività prevalentemente diurna. È ormai stanziale e stabilizzata in tutta la penisola, a differenza della Aedes egypti della quale per fortuna non abbiamo segnali di presenza; tuttavia le indagini hanno rivelato che di recente nel nord-est d’Italia sono state introdotte la Aedes japonicus e la Aedes koreikus, e che la loro espansione sta proseguendo ininterrotta. Nuove specie di zanzara significano nuove possibilità di infezione per l’uomo, e non è certo casuale che negli ultimi anni si siano verificati nel nostro paese degli sporadici focolai di malattie tropicali un tempo per noi sconosciute quali la chikungunya o la febbre dengue. Si tratta di infezioni generalmente assenti nel nostro paese, e che se vi arrivano sono quasi sempre “di importazione”, con una dinamica molto semplice: un turista viene punto da una zanzara infetta mentre si trova all’estero e diventa portatore del virus, al suo rientro viene nuovamente punto da una zanzara in grado di veicolare lo stesso virus ed ecco che scatta il contagio verso altri individui.

Una guida per stare al sicuro

Insieme alle sue attività di controllo per monitorare lo stato della diffusione dei virus, l’ISS diffonde anche preziose linee guida per ridurre il rischio di contratte malattie trasmesse tramite punture di questi insetti.

  • Al primo posto c’è la protezione individuale, con l’indicazione di utilizzare repellenti efficaci e di indossare abiti che coprano quando si è all’aperto, specie all’alba ed al tramonto, evitando i colori più scuri che attirano i recettori delle zanzare perché ci rendono bersaglio più facile da individuare; al chiuso si consiglia chiaramente l’uso di zanzariere.
  • A monte delle difese da attuare sulla propria persona ci sono sempre i consigli sulle misure preventive volte a non favorire la proliferazione delle zanzare. Di certo la soluzione più avanzata da applicare a livello urbano ma anche in giardini o parchi dove siano presenti dei tombini per lo scarico di acque reflue o piovane è installare un dispositivo come UNFO-PLS il cui funzionamento qui descritto ha ampi margini di efficacia nel contenimento del numero di zanzare; a livello individuale invece vanno seguite poche semplici indicazioni quali il frequente svuotamento di contenitori di acqua stagnante quali vasi per fiori, sottovasi, secchi, bidoni coprendo con cura quelli che non possono essere svuotati, il controllo periodico di eventuali intasamenti da detriti nelle grondaie, un frequente ricambio dell’acqua nelle ciotole per gli animali domestici e tutte le altre procedure atte a negare alle zanzare terreno fertile per la deposizione delle uova.
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