Come comportarsi dopo una puntura di zanzara

mercoledì 14 giugno 2023
Come comportarsi dopo una puntura di zanzara

Il caldo estivo porta purtroppo con sé anche sciami e nugoli di zanzare che hanno tutto l’intento di rovinare le nostre giornate all’aperto e tormentare le nostre notti. È del resto assodato che si tratta della specie vivente più invasiva in assoluto, parte integrante dei periodi più caldi dell’anno: nonostante una strategia di lotta alle zanzare attuata correttamente e con tutti i crismi riesca a ridurre la loro presenza e la loro proliferazione in modo sensibile, non può farlo al 100%.
Ma come reagisce esattamente il nostro corpo ad una puntura di zanzara, e come è consigliabile comportarsi quando se ne è vittima? Vediamolo insieme approfondendo il tema ed alcuni accorgimenti.

La reazione alla puntura di zanzara

Quando una zanzara ci punge, a meno di rarissimi casi di allergia oppure di purtroppo più frequenti casi di contagio di una delle diverse malattie delle quali questi insetti sono vettori, il nostro organismo ha una normale reazione ben spiegata in termini medici. La saliva delle zanzare contiene delle proteine irritanti per la zona più esterna della nostra cute: quest’ultima mette così in atto degli strumenti di protezione, i mastociti, che causano una locale vasodilatazione associata a gonfiore ed edema, il classico pomfo spesso accompagnato da un eritema e soprattutto da un’irrefrenabile sensazione di prurito.

Trattamento delle punture

Il gonfiore ma soprattutto il prurito scatenano il bisogno di grattare spesso anche energicamente la zona interessata, ma questo è il primo degli errori da evitare e si consiglia di fare tutti gli sforzi per trattenersi. I mastociti prima citati infatti reagiscono anche a stimolazioni fisiche come quelle del grattarsi, ed il risultato non farebbe altro che peggiorare il prurito stesso ed aumentare il gonfiore locale. Se si ha quindi la pazienza di attendere qualche decina di minuti resistendo all’istinto di grattare la parte, il prurito andrà pian piano ad attenuarsi, ed anche il gonfiore nel giro di pochi giorni sarà scomparso. Se proprio non si resiste perché si è più sensibili o intolleranti a questo tipo di fastidio è possibile applicare sulla parte delle creme lenitive, non necessariamente di tipo farmaceutico; in commercio se ne trovano diverse atte a questo scopo, anche con proprietà idratanti ed emollienti e in grado di dare sollievo, mentre nel caso di prurito molto intenso ed insopportabile o di gonfiore molto esteso si può fare ricorso a degli antistaminici, sempre per uso topico.

Errori da non commettere e prevenzione

Meglio tenersi alla larga dai cosiddetti “rimedi della nonna” la cui efficacia è in questo caso inesistente e che anzi rischiano persino di peggiorare la situazione come nel caso dell’aceto. Una risoluzione spontanea del fastidio causato dalle punture di zanzara è la normale risposta del nostro organismo se ci si attiene alle poche regole prima elencate, ossia non stimolare e non toccare la parte lesa. Ben più efficace è invece mettere in pratica metodi preventivi per proteggersi dalle punture quali l’uso di repellenti naturali sulla pelle esposta o evitare di indossare abbigliamento troppo scuro che ci rende un bersaglio più riconoscibile. 

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